È arrivato il primo via libera alla riforma del Codice della Strada: multe modulari sulla velocità, sanzioni più dure per le condotte pericolose, documenti digitali e nuove tutele per i ciclisti. Ma attenzione: le norme non sono ancora in vigore. Ecco il quadro completo.

“È cambiato il Codice della Strada”, “le multe diminuiscono”, “non serve più il libretto”: in questi giorni se ne parla molto, spesso facendo confusione tra ciò che è stato solo annunciato e ciò che vale davvero oggi. Facciamo chiarezza.

Il nuovo Codice della Strada è già in vigore?

No. Il 13 ottobre 2026 è stato approvato in esame preliminare lo schema del nuovo Codice della Strada, che riscrive il testo del 1992. Il provvedimento deve ancora passare al vaglio del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari, con l’approvazione definitiva attesa entro marzo. L’entrata in vigore effettiva è prevista per il 1° gennaio 2028.

Fino ad allora restano pienamente valide le norme attuali, comprese quelle introdotte dalla riforma del dicembre 2024. Le regole nate nel 1992 continueranno quindi ad applicarsi ancora per più di un anno.

Come cambiano le multe per eccesso di velocità

È la novità più rilevante, perché cambia la logica stessa della sanzione. Oggi le multe per eccesso di velocità sono divise in quattro fasce fisse: chi supera il limite tra gli 11 e i 40 km/h paga lo stesso importo, che viaggi appena sopra la soglia o molto oltre.

Con la riforma si passa a un criterio di progressività lineare: la sanzione viene calcolata moltiplicando un importo fisso per ogni chilometro orario effettivamente superato. In concreto, si parla di circa 10 euro per ogni km/h oltre il limite in autostrada e sulle strade extraurbane, e 5 euro nei centri urbani. Resta la tolleranza dei 5 km/h. Il vecchio schema a quattro fasce sopravvive solo per le sanzioni accessorie, cioè la decurtazione dei punti e la sospensione della patente.

Multe più basse, ma non per tutti

Il principio dichiarato della riforma è doppio: alleggerire la maggior parte delle sanzioni lievi e inasprire quelle per le condotte pericolose. L’intero impianto viene riordinato, riducendo le fasce di importo delle multe da 82 a 27, con cifre arrotondate: si parte da 25-100 euro per le infrazioni lievi fino ad arrivare a 10.000-40.000 euro per le violazioni più gravi.

Salgono di fascia le condotte considerate pericolose, come sorpassi e retromarce vietate. Viene inoltre eliminato l’adeguamento automatico degli importi all’inflazione, oggi previsto ogni due anni.

Le altre novità della riforma

Documenti digitali. Verrebbe eliminato l’obbligo di portare fisicamente con sé patente, carta di circolazione e certificato di assicurazione, verificabili tramite le banche dati digitali. Non significa poter guidare senza patente valida, ma solo senza il documento cartaceo in tasca.

Notifica dei verbali entro 45 giorni. Per le infrazioni rilevate a distanza, come quelle da autovelox, il termine di notifica scenderebbe dagli attuali 90 a 45 giorni.

Targhe personalizzate. Verrebbe introdotta la possibilità di richiedere una targa con una combinazione alfanumerica scelta, secondo criteri ancora da definire.

Veicoli senza assicurazione. Stretta decisa, con multe fino a 4.000 euro e divieto di marcia a tempo indeterminato.

Targa estera. Chi circola stabilmente in Italia con targa straniera oltre i 30 giorni dovrebbe iscrivere il mezzo a un apposito registro e stipulare una copertura conforme alla legge italiana.

Guida automatizzata, moto e minicar. La guida autonoma entra nel Codice, con l’obbligo di una persona a bordo con funzioni di controllo. Le moto potranno usare la corsia di emergenza in caso di rallentamenti, mentre arriva una stretta sulle minicar con motori truccati.

Attenzione a non confondere le norme

Qui sta il punto che genera più equivoci. Alcune regole spesso associate al “nuovo Codice” sono in realtà già operative perché introdotte dalla riforma del dicembre 2024: le sanzioni più severe per l’uso del cellulare alla guida, la tolleranza zero su alcol e droghe, i limiti estesi a tre anni per i neopatentati e la distanza di 1,5 metri nel sorpasso dei ciclisti. Da non confondere con quelle della riforma appena avviata, che operative non lo sono ancora.

Come orientarsi tra le novità

In una fase in cui si sovrappongono norme in vigore, regole annunciate e semplici indiscrezioni, il rischio di prendere un abbaglio è concreto e può costare caro.

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